Archivi del agosto, 2010

Riflessioni italiane di un non-italiano

Ran Lahav, autore di Oltre la filosofia. Alla ricerca della saggezza, condivide alcune sensazioni/riflessioni scaturite dopo aver ricevuto copia della sua ultima opera.

Italian reflections by a non-italian

It was a strange moment, the moment I received from Apogeo the first copies of my book. The book was of course in Italian, a language which unfortunately I do not read. I had written the manuscript in English, and Apogeo was the first to publish it, thanks to the faithful translation of my friend Virginio Sala. I held it in my hands, admiring the cover, flipping through the pages, recognizing a few words here and there. And yet, this inaccessible book was mine. It was the fruit of years of work as a philosophical practitioner, years of experimenting with new ideas and developing new methods, and years of writing. Because it had been based on short passages which I had written throughout the years, for my personal website and for various occasions.

How appropriate that the first copy of my book should be in Italian. My work as a philosophical practitioner has been tied with Italy in profound ways. Fifteen years ago I felt that I had exhausted my ideas in the field, and took a break; and it was a proposal to translate my articles into Italian that inspired me to return to the field and start the second phase of my work as a philosophical practitioner. A few years later, in 2004, when my first book in Italian was published – with Apogeo – an invitation to present it in Rome brought me back to international activity in the field. It was the first in a series of presentations which I gave in many countries. And it was there, in my lecture in Rome, that the image that dominated my work since then was born: Plato’s allegory of the human being as imprisoned in a cave and longing to leave it. The numerous workshops and lectures that followed – in Rome, Venice, Florence, Naples, Sardinia – were all based on this image.

And now this new book, my second book with Apogeo – in Italian of course. It summarizes the second phase of my work in philosophical practice, bringing together my research of the past twelve years or so. Where do I go from here? I have exhausted this perspective on my field; I am looking for broader horizons. And it wouldn’t surprise me if the third phase of my work would also be somehow tied to Italy. And why not? After all, according to my family tradition we lived in Italy (some say in Venice) some 500 years ago.

Ran Lahav

Riflessioni italiane di un non-italiano

È stato un momento strano, quando ho ricevuto da Apogeo le prime copie del mio libro. Erano ovviamente in italiano, una lingua che purtroppo non leggo. Avevo preparato il manoscritto in inglese, e Apogeo è stato il primo editore a pubblicarlo, grazie alla fedele traduzione dell’amico Virginio Sala. L’ho preso in mano, ho ammirato la copertina, ho sfogliato le pagine, ho riconosciuto qualche parola qui e là. Per quanto inaccessibile, quel libro era comunque mio. Era il frutto di anni di lavoro come praticante filosofico, anni di sperimentazione con nuove idee e di sviluppo di nuovi metodi, e anche di anni di scrittura. Perché il libro è basato su brevi passi che ho scritto nel corso degli anni, per il mio sito web e per varie occasioni.

Mi sembra giusto che la prima copia del mio libro sia in italiano. I miei legami con l’Italia, in quanto praticante fisolofico, sono stati profondi. Quindici anni fa avevo l’impressione di avere esaurito le mie idee in questo campo, e mi sono preso una pausa; è stata la proposta di tradurre i miei articoli in italiano che mi ha ridato l’ispirazione per tornare in questo campo e dare il via alla seconda fase del mio lavoro come praticante filosofico. Qualche anno dopo, nel 2004, quando è stato pubblicato il mio primo libro in italiano (con Apogeo), un invito a presentarlo a Roma ha segnato la ripresa della mia attività internazionale in questo campo. È stata la prima di una serie di presentazioni che ho tenuto in molti paesi. E proprio lì, durante quella presentazione romana, mi si è presentata quell’immagine che da allora ha dominato il mio lavoro: l’allegoria platonica dell’uomo imprigionato in una caverna e animato dal desiderio di fuggirne. I molti seminari e le molte conferenze che ho tenuto da allora, a Roma, Venezia, Firenze, Napoli, in Sardegna, sono state tutte basate su questa immagine.

E ora questo nuovo libro, il mio secondo con Apogeo – ovviamente in italiano. Riassume la seconda fase del mio lavoro nel campo della pratica filosofica, ricapitola in qualche modo le ricerche che ho condotto negli ultimi dodici anni circa. E adesso? Ho esaurito questa prospettiva sul mio campo, e sono allar icerca di orizzonti più ampi. E non sarei sorpreso se amche la terza fase del mio lavoro fosse in qualche modo legata all’Italia. E perché no? In fin dei conti, nella mia famiglia si tramanda che i nostri antenati vivessero in Italia (qualcuno sostiene a Venezia) qualcosa come 500 anni fa.

Traduzione di Virginio Sala