Un buon caffè e un po’ di filosofia

Il caffè filosofico è un incontro pubblico tra persone che non si conoscono, ma che condividono lo stesso amore per la filosofia, con lo scopo di far scaturire una riflessione profonda su argomenti di varia natura. È una sorta di libero scambio di opinioni su un tema che deve essere attuale, concreto, ma soprattutto coinvolgente e stimolante. Questi dibattiti vengono “coordinati” da un consulente filosofico, il quale svolge il ruolo di mediatore, avviando la discussione e gestendo il dibattito, spostandolo, se necessario, su diversi fronti. Ogni partecipante ha il diritto di prendere parola liberamente, prestando attenzione a rispettare il proprio turno e a non interrompere gli altri, ma soprattutto a rispettare i punti di vista divergenti dal suo.

L’abitudine degli intellettuali di incontrarsi e discutere in fumosi cafè francesi, risale al 1700, qui si potevano incontrare alcuni tra i più seducenti pensatori, quali Diderot, Montesquieu, Rousseau e Voltaire. Tale pratica venne poi ripresa dal filosofo francese Marc Sautet, che nel 1992 scelse come luogo di dibattito il Cafè des Phares a Pariginei pressi di Place de la Bastille. Da quel momento, fino al 1998 (quando scomparve prematuramente), egli organizzò dei dibattiti domenicali, durante i quali la filosofia veniva chiamata a svolgere la sua funzione originaria: risolvere i problemi delle persone con un linguaggio chiaro ed accessibile a tutti.

Neri Pollastri sostiene che nei cafè philo “non si parla di filosofia, si sa la filosofia: dialogare e dibattere in comunità significa far crescere la conoscenza e la consapevolezza dei dialoganti”.

2 comments:

  1. maria grazia vasarri, 11. gennaio 2012, 11:47

    il caffè come luogo pubblico idoneo ad incontri filosofici mi fa pensare all’agorà di socratica memoria, in fondo nulla è cambiato da allora se non il sito

     
  2. Fulvio Sguerso, 22. gennaio 2012, 5:58

    Beh, il cambiamento di sito, quando è anche cambiamento di lingua, di epoca, di costumi, di consumi e di contesto, significa che qualcosa è cambiato; se in meglio o in peggio è presto per dirlo, ma dall’agorà di Socrate ci divide “Il crepuscolo degli idoli” e la bomba atomica (per dire le prime due cose diverse che mi vengono in mente).
    Ad ogni modo anche questo è un breve incontro filosofico. Arrivederci, Maria Grazia.
    Un saluto da lontano.
    Fulvio

     

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