Bioetica clinica e consulenza filosofica

“Occorre invitare Socrate in corsia, cominciare a conversare e indagare assieme a lui la congruenza umana e la bontà morale di ciò che stiamo per fare”, scrive Paolo Cattorini nell’Introduzione al suo Bioetica clinica e pratica filosofica, ventitreesimo titolo della collana di Pratiche filosofiche, in libreria da giovedì 6 novembre.

Cattorini, che è docente di Bioetica presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi dell’Insubria, continua: “E’ davvero un certo intervento medico il modo migliore di aver cura di chi si è rivolto a noi? Quali ragioni tecniche, ma anche etiche e filosofiche, giustificano la decisione di portar quel soggetto sul tavolo operatorio? E di portarlo proprio adesso, qui secondo queste modalità? Tali domande meritano una risposta puntuale se si vuole che la decisione medica effettivamente presa per il bene della persona malata e non solo per riparare un ingranaggio guasto o disostruire un tubo arrugginito. Medicina e filosofia, clinica ed etica possono e debbono camminare assieme, come ricordava Jaspers, poiché quella del bene è questione ultimamente filosofica e ogni malato ha il diritto di vivere in coerenza con la propria visione della felicità e della salute.”
Il rapporto con la consulenza filosofica è enunciato in modo molto chiaro all’inizio del secondo capitolo: “La bioetica clinica è quella parte della bioetica dedicata ai problemi che sorgono ‘al letto del malato’ [bedside ethics]. La bioetica, a sua volta, può essere definita come l’etica applicata alla biomedicina, alle pratiche di cura, alle attività di ricerca sull’uomo o gli animali, alle scienze della vita. L’etica è filosofia morale in quanto rappresenta il tentativo di fornire una giustificazione razionale delle valutazioni morali. Il bioeticista clinico è quindi un consulente filosofico, poiché aiuta operatori individuali, staff di reparto, o istituzioni sanitarie ad approfondire i dilemmi morali che incontrano e ad elaborarne, per quanto possibile, una soluzione convincente”.
Il testo è costruito alternando capitoli teorici o di riflessione a capitoli in cui vengono presentati casi particolari, dai quali sorgono le domande cruciali (sullo statuto ontologico dell’embrione, sull’eutanasia, sulla fecondazione artificiale, sulle decisioni diagnostico-terapeutiche e così via) e i conseguenti dilemmi morali.

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