Filosofia come pratica sociale
Finalmente è arrivato in libreria Filosofia come pratica sociale il libro in cui Antonio Cosentino espone la sua proposta di una filosofia “agoretica”. Una filosofa che non vuole essere un mitico richiamo alle origini né un troppo ottimistico progetto di rilancio della razionalità moderna ma l’apertura di un orizzonte di esperienza non mediata dai mezzi di comunicazione di massa.
Se volete un assaggio del libro potete scaricare l’introduzione cliccando qui.


Dunque o come pratica o come disciplina, come ricerca del vero, del bello e del buono o come professione in senso weberiano, sembra che o per un verso o per un altro philosophari necesse est. Il relativo successo delle occasioni in cui il grande pubblico non specializzato riempie le sale o le piazze per ascoltare la lectio magistralis di questo o quel filosofo famoso sembrerebbe confermare la perenne vitalità del fuoco d’amore platonico per il sapere, febbre contagiosa quant’altre mai, se solo i “portatori sani” di questa “mania” riescono a parlare, a comunicare, a persuadere chi ancora si ritiene immune da questo sacro virus, non solo circa la bellezza ma anche circa l’utilità pratica di questo amore che da aristocratico può, anzi deve, diventare democratico. Dunque non si tratta di un sapere fine a se stesso, di un sapere per il sapere, ma di un sapere che ci serve a vivere meglio, o addirittura, date le nubi minacciose che si addensano all’orizzonte della storia (dis)umana in cui tutti ci troviamo e di cui tutti siamo, o dovremmo, essere e sentirci responsabili, a sopravvivere in un mondo che i maggiori pensatori contemporanei, da Heidegger a Jonas ad Habermas, considerano a rischio di estinzione per eccesso di “razionalità” meccanica e tecnologica. La morte di Dio annunciata da Nietzsche rischia di significare anche la morte dell’uomo: il Dio della tecnica non sembra in grado di salvarlo dall’alienazione di cui parlavano (sia pure in sensi diversi) Hegel, Feuerbach e Marx. Eh sì, c’è più che mai bisogno di fuoco filosofico “per tutti”.