Del Soldà rilegge Platone

Navigando nel sito Lettera 2 (www.lettera22.it) mi sono imbattuta in una bella recensione del libro di Pietro Del Soldà:

Chi è ancora convinto che Platone sia il padre del dualismo occidentale “anima-corpo”, il precursore della metafisica cristiana o l’antesignano delle utopie totalitarie del Novecento troverà nel Demone della Politica di Pietro Del Soldà, da pochi giorni in libreria, una smentita che ha il pregio di preferire la pazienza dell’argomentazione alla facilità della polemica: è attraverso una rilettura a un tempo limpida e serrata dell’insieme dell’opera platonica, infatti, che l’autore riporta il pensiero del filosofo greco a interloquire con la contemporaneità. Se nei testi platonici, l’ultima parola spetta spesso all’aporia, allora, piuttosto che fermarsi all’apparenza di un pensiero refrattario al sistema, è meglio entrare nel vortice di senso che la contraddizione mette in opera. Per scoprire che il paradosso è l’arma per andare oltre l’inganno dello sdoppiamento tra un dentro e un fuori e ritrovare, proprio in una nuova dimensione del vivere politico, la possibilità di riconciliare gli opposti che si danno battaglia nel cuore umano: l’”io” e il “noi”, il medesimo e l’altro, l’autonomia individuale e l’eteronomia sociale. “L’uomo giusto e la città giusta – dice Socrate nella Repubblica – non differiranno in nulla ma saranno uguali.” Un’identità che non ha nulla di ideologicamente rigido, ma nasce dal continuo “sfregamento” delle opposizioni, quasi in una sorta di parossismo del pensiero che nel dialogo esercita la propria alterità. Una lettura, quella del Demone della politica, che non ha nulla di archeologico, ma che impone un continuo spostamento di sguardo tra le forme politiche della Grecia del V secolo e quelle delle nostre attuali post-democrazie. Fino a far dialogare, in una manciata di pagine geniali, le contraddizioni dell’uomo democratico descritto da Platone con quelle, soprprendentemente simili, dell’umanità liquida descritta da Zygmunt Bauman nei suoi saggi più recenti.

di Attilio Scarpellini

Ringraziamo Attilio Scarpellini e i collaboratori di Lettera 22 per averci permesso di riportare il testo sul nostro sito.

3 comments:

  1. koufax, 28. luglio 2008, 8:55

    Concordo, anche se in termini più correnti non essendo un addetto ai lavori filosofici, sul giudizio positivo del libro di Del Soldà, che sto leggendo con molto piacere.
    Avendolo comprato con molti altri libri solo per attraversare il deserto estivo mi è parso un caso di quasi serendipità. Ne seguo il filo volentieri, aiutato da una lettura a piccoli tratti e nella freschezza della prima mattina. Non sono ancora in grado di trarne le conclusioni sul piano delle mie convinzioni personali, ma so che ci saranno e già solo questo mi rallegra.
    Spesso è facile oggi sentirsi soli (anche se non necessariamente infelici) a questo mondo, ed è bello scoprire che non è così.

     
  2. Samantha Khayat and Sotiris Babaloukas, 4. giugno 2009, 22:51

    GENT.LE SIG.PHILOSOPHOS PIETRO DEL SOLDA’

    VOGLIAMO ESPRIMERLE AMMIRAZIONE E GRATITUDINE PER LA SUA BELLA OPERA
    ”IL DEMONE DELLA POLITICA”.

    SE LE FA PIACERE SIAMO LIETI DI INVITARLA ALL’ISTITUTO ITALIANO DI CULTURA DI ATENE – HELLAS – GR http://WWW.iic.gr O AL MEET-UP – ATENE – http://WWW.http://politicalcafe.meetup.com/31/calendar/10439041/?a=cv1c_grp

    PLATONE…SOCRATE…AVREBBERO ACCONSENTITO ALL’INVITO DEI SUOI LETTORI E AMMIRATORI NELLA LORO NOSTRA PATRIA HELLAS.EU

    CORDIALMENTE
    AVOICOMUNICARE.COM
    PHOS KE AGAPI (LUCE E AMORE)

     
  3. Fulvio Sguerso, 7. gennaio 2010, 19:50

    Sembra che in ogni caso la giustizia non sia un dato ma una conquista, e nemmeno definitiva, su questa terra e nelle nostre poleis, antiche o moderne che siano. Conquista e miraggio come la perfetta salute dell’anima. E siamo sicuri che le obiezioni e i dubbi sollevati da Glaucone e Adimanto siano superati? E quanti Trasimachi circolano nei nostri palazzi della politica? D’altra parte, come sarebbe possibile vivere senza speranza di giustizia (intesa anche come armonia tra interiorità ed esteriorità, tra volontà e potenza, tra anima e mondo)? Se ci togliessro anche la speranza, che cosa ci rimarrebbe?

     

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