Per rileggere Gentile

La facoltà di Scienze della Formazione dell’Università degli studi di Firenze propone “Per rileggere Gentile: tra filosofia dell’esperienza e pedagogia del soggetto. Il convegno si terrà il 22 23 novembre a Firenze, Sala Rossa, Villa Ruspoli in piazza Indipendenza 9.

Il convegno si propone di avviare una riflessione sul modello filosofico-pedagogico elaborato da Gentile avvicinandolo a quelle “filosofie dell’esperienza” che, ai primi del Novecento, sono state un paradigma internazionale e centrale del fare-filosofia. Da Bergson a James, da Simmel a Dewey, da Husserl al nostro Banfi. Anche l’“attualismo” gentiliano può esser letto come una complessa filosofia dell’esperienza? Come una filosofia che non mette al centro né il fondamento né il sistema, bensì il problema (appunto dell’esperienza, nei suoi molteplici aspetti) interpretato criticamente, al fine di dare una comprensione e teorica e pratica costantemente rinnovata dell’esperienza stessa? Lì, apparirà anche la vera e attuale ricchezza del pensiero gentiliano, che vuole leggere tutta l’esperienza (umana e storica e culturale) alla luce dello spirito il quale diviene il suo elemento strutturale e dinamico, il suo punto di origine e di fuga al tempo stesso. Ma di uno spirito riportato sempre dentro l’esperienza. Il convegno – seguendo questa prospettiva – si declinerà secondo tre “tappe”: la prima più strettamente teoretica, rivolta a ri-leggere l’esperienza nella filosofia gentiliana e la teoria che di essa lì si delinea; la seconda pedagogico-educativa rivolta a ripensare la pedagogia gentiliana nella sua complessa problematica e problematicità di aspetti e di momenti, mettendo al centro la formazione del soggetto e sottolineandone gli aspetti di costruzione personale, pur intrecciati con quelli ora trascendentalistici ora storico-autoritari, ma da questi anche distinguibili; la terza più storico-filosofico-culturale indirizzata a delineare la ripresa di una “filosofia dell’esperienza” nell’ambito stesso della “scuola gentiliana”: con Gentile e oltre Gentile sì, ma riaffermando proprio l’apertura critica dell’“atto”, svincolato da ogni ipoteca metafisico-fondativa o idealistico-sistematica, come già accennato, e seguendo itinerari che vanno da Fazio-Allmayer a Spirito, da Codignola perfino a Gramsci, visto come preciso lettore critico di questa filosofia.

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