Università per la pace: un convegno a Siena con Ervin Laszlo

Si svolgerà a Siena, il 26 maggio 2007, presso l’Aula Magna del Rettorato dell’Università (Banchi di sotto, 55), nell’ambito della Scuola di dottorato di ricerca “Studi per la pace e risoluzione dei conflitti”, con il Patrocinio della Camera dei deputati, il convegno internazionale “L’Università per la pace”, in collaborazione con il C.I.R.P.A.C. (Centro Interuniversitario di Ricerca per la Pace l’Analisi e la mediazione dei Conflitti).

L’opening lecture, dal titolo “Pace e coscienza planetaria” sarà tenuta da Ervin Laszlo, filosofo e teorico dei sistemi, candidato al premio Nobel per la pace, del quale Apogeo (nella collana Urra) ha recentemente pubblicato Il punto del caos (e ha in programma altri due titoli nel 2008).

L’esacerbarsi di conflitti internazionali e le forme atipiche che essi hanno assunto in questi ultimi anni pongono sempre più in primo piano la questione della pace. Anche se la gran parte dei paesi occidentali non è coinvolta direttamente in vere e proprie guerre, nessuno di essi può dirsi esente da responsabilità e al riparo da rischi. Considerando inoltre la pace in una prospettiva più ampia, che comprenda anche la conflittualità etnica e sociale interna agli stati e la conflittualità relazionale negli ambiti lavorativi, scolastici e familiari, si vede come la situazione richieda urgentemente l’elaborazione di adeguate strategie di intervento.

Le ricerche scientifiche e gli interventi sul campo per la gestione costruttiva dei conflitti condotti negli ultimi decenni sia a livello macro che microsociale, mostrano che si può abbandonare la visione cinica che considera la violenza e la guerra come mali inevitabili, senza tuttavia passare a una visione ingenua e semplicistica del problema. Costruire la pace è possibile, ma non facile, e come per tutte le attività umane, l’esito dipende dalla determinazione, dagli investimenti e dal know how disponibile. L’università può dare contributi determinanti per l’elaborazione di metodologie di analisi e risoluzione costruttiva dei conflitti e per la formazione di operatori qualificati, mentre spetta prevalentemente alla politica decidere se e in quale misura finanziare tali ricerche e strategie di intervento.

In altri paesi, già negli anni Cinquanta e Sessanta, sono sorti centri di ricerca e Corsi di studio su tali ambiti, mentre in Italia questo campo si è sviluppato solo di recente. Tuttavia, la determinazione di alcuni docenti e la motivazione di molti studenti hanno consentito di recuperare buona parte del gap: in meno di dieci anni sono nati anche nel nostro paese specifici Centri di ricerca, Corsi di laurea, Master e Dottorati di ricerca.

Il convegno “L’Università per la Pace” si propone, da un lato, di fare il punto della situazione in merito alle iniziative di ricerca e formazione universitaria su tali temi esistenti in Italia e all’estero, e dall’altro di creare un confronto costruttivo tra mondo accademico, mondo politico e società civile, nella convinzione che per conseguire un obiettivo comune così importante e complesso come la pace sia indispensabile una più stretta collaborazione tra strutture universitarie, governative e non governative, a livello locale, regionale, nazionale e sovranazionale.

Il programma del convegno:

PROGRAMMA

9.00 Saluto del Rettore dell’Università degli Studi di Siena,

Silvano Focardi

9.15 Opening lecture – Pace e coscienza planetaria

Ervin Laszlo, Filosofo e teorico dei sistemi, candidato al

premio Nobel per la pace

9.45 – PRIMA SESSIONE

Presiede Silvano Focardi, Rettore dell’Università degli Studi di Siena

Introduzione

Enrico Cheli, Direttore C.I.R.P.A.C. – Centro Interuniversitario di Ricerca per la Pace, l’analisi e la mediazione dei Conflitti

Pace e conflitti come ambiti di ricerca e formazione

Fabio Mussi, Ministro dell’Università e della Ricerca

Cultura della pace e cultura dell’ambiente: un percorso comune

Alfonso Pecoraro Scanio, Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare

Gestione costruttiva dei conflitti e sviluppo economico

Alfonso Gianni, Sottosegretario di Stato, Ministero dello Sviluppo Economico

Cooperare per riconciliare

Massimo Toschi, Assessore alla Cooperazione Internazionale, Perdono e Riconciliazione tra i Popoli, Regione Toscana,

La gestione dei conflitti nelle strategie formative dell’ONU

Staffan De Mistura, Direttore United Nations System Staff College

11.15 Dibattito

11.45 Coffee Break

12.00 – SECONDA SESSIONE

Presiede Enrico Cheli, Direttore C.I.R.P.A.C. – Centro Interuniversitario di Ricerca per la Pace, l’Analisi e la mediazione dei Conflitti.

Ricerca e formazione per la pace nel Regno Unito

Sarah Perrigo, Dept. of Peace Studies, Bradford University, UK

Ricerca e formazione per la pace negli Stati Uniti d’America

Dennis J.D. Sandole, Institute for Conflict Analysis and Resolution, George Mason University, Virginia, USA

Ricerca e formazione per la pace in Spagna

Javier Rodríguez Alcázar, Instituto de la paz y los conflictos, Universidad De Granada, España

Interventi per la pace in Israele: il ruolo dell’università

Arie Nadler, Founder and former Head: Institute for Diplomacy and Regional Cooperation, Tel Aviv University and the Peres Center for Peace

Interventi per la pace nei Balcani: il ruolo della ricerca e dell’università

Vesna Terselic, Centro studi per la pace di Zagabria, insignita del Right Livelihood Award 1998

13.30 Pausa

14.30 - SEGUE SECONDA SESSIONE

Ricerca e formazione per la pace nelle università italiane

I Corsi di laurea e laurea magistrale

Giovanna Ceccatelli, Università degli Studi di Firenze

Giorgio Gallo, Università di Pisa

I Master

Viviana Benci, Università degli Studi di Siena; Pierluigi Consorti, Università di Pisa; Barbara Henry, Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa; Giovanni Scotto, Università degli Studi di Firenze

I Dottorati di ricerca

Carlo Belli, Università per Stranieri di Perugia

Alessandro Polsi, Università di Pisa

I Centri di ricerca

Giuseppe Cataldi, Università degli Studi di Napoli

“L’Orientale” e CNR; Fabio Tarini, Università di Pisa

Le Cattedre UNESCO

Paolo Orefice, Università degli Studi di Firenze

Antonino Papisca, Università degli Studi di Padova

Le collaborazioni tra università, enti pubblici e ONG su ricerca e formazione per la pace

Nicola Labanca, Università degli Studi di Siena

Francesco Tullio, C.I.R.P.A.C.

17.00 Dibattito

17.45 Conclusioni

1 comment:

  1.  

    […] 28th, 2007 · No Comments Sono convinto che il lavoro dell’Università della Pace di Siena, con questa sua capacità dipromuovere una cultura ed una esperienza permanente su come si costruisce la Pace – e non solo si contrasta la guerra – dimostri una qualità importante e preziosa. La Pace è fortemente connessa all’Ambiente, è evidente che un mondo in guerra non colpisce soltanto i tanti innocenti che cadono, ma anche l’ambiente del nostro Pianeta che rischia di essere fortemente compromesso. Non è un caso che uno dei primi atti che ho realizzato come ministro dell’Ambiente è stato quello di mandare una missione di Pace in Libano: un bombardamento israeliano aveva colpito questa estate una grande raffineria a sud di Beirut, provocando un grave disastro ambientale. In quel caso siamo riusciti a dimostrare che una azione di Pace – fortemente voluta anche dalla associazioni di volontariato libanesi – è riuscita a restituire quella pezzo di costa alle popolazioni locali che hanno poi ripreso la pesca e le altre loro normali attività. Noi dobbiamo costruire più occasioni di una politica in positivo per la Pace, con un obiettivo chiaro: quello dell’eliminazione delle guerre; la guerra deve essere messa al bando dalla comunità internazionale, esattamente come è accaduto nel passato per la tortura e la schiavitù. Questa deve riuscire a diventare una priorità fondamentale per il Pianeta. Proprio per questo come Ministero dell’Ambiente stiamo cercando di sostenere e rilanciare la cooperazione internazionale in materia ambientale, perché si coniughi un’azione forte contro i cambiamenti climatici, aiutando i paesi che saranno le vittime di questi cambiamenti. Allo stesso tempo aiuteremo le Organizzazioni Non Governative italiane ed internazionali, come ad esempio Emergency e le tante altre che lavorano in giro per il nostro Pianeta. […]

     

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