Achenbach a Milano

Gerd B. Achenbach parlerà di Consulenza filosofica con Massimiliano Finazzer FLory domenica 11 maggio alle 11.00 alla libreria Rizzoli di Milano.

Gerd B. Achenbach, autore de La consulenza filosofica, Saper vivere e Il libro della quiete interiore, è considerato il padre fondatore della consulenza filosofica. Ha iniziato la sua attività di consulente filosofico nel 1981, dopo aver conseguito il dottorato di ricerca in Filosofia. Nel 1982 ha fondato la Gesellschaft fur die Philosophische Praxis, l’Associazione per la consulenza filosofica.

Massimiliano Finazzer Flory, saggista e giornalista è direttore artistico di rassegne culturali in tutta Italia. Tra le sue pubblicazioni più recenti: Altri conformismi (Marsilio, Venezia, 2005), La parola contesa tra filosofia e scienza (Baldini Castoldi Dalai, Milano 2005)

Per chi volesse saperne di più sulla Consulenza filosofica e sul pensiero di Gerd B. Achenbach alcune citazioni dai suoi libri:
La consulenza filosofica sulla vita, attraverso la consulenza del filosofo, è attualmente diventata un’alternativa alle psicoterapie. Essa è un’istituzione per le persone - afflitte da preoccupazioni o da problemi - che “non se la cavano” nella vita o che pensano di essere in qualche modo rimaste “impigliate”; persone che sono assillate da domande a cui non riescono a rispondere e di cui non riescono a liberarsi; persone che sì si affermano nella loro quotidianità, ma che allo stesso tempo non si sentono sufficientemente chiamate in causa, perchè hanno l’impressione che la loro vita effettiva non corrisponda alle loro possibilità. Nella consulenza filosofica si presentano individui per i quali non è sufficiente solamente vivere o semplicemente arrangiarsi, ma che piuttosto cercano di rendersi conto della propria vita sui contorni della quale - il “da dove”, il “dentro dove” e il “verso dove” - sperano di fare chiarezza. […] In breve: cercano la consulenza filosofica perchè vogliono capire ed essere capiti.
(da La consulenza filosofica)

Si è cercato un pensiero che guarisce, ma forse bisognerebbe dire: che calma. Il filosofo è in questa filosofia un consulente, anzi, un amico attento e severo. Così era infatti Seneca […]. Egli consigliò il suo amico e compagno Sereno, prefetto del pretorio sotto Nerone, mostrandogli in uno scambio epistolare le vie che conducono alla tranquillità dell’animo.
(da Il libro della quiete interiore)

A partire da Socrate ha senso dire piuttosto che il pensiero filosofico ha a che fare con una filosofia già presente. Può essere che questa sia “fasulla”, “cattiva”, “inconsapevole”, importata attraverso vie differenti, e comunque ha a che fare con un modo di pensare che tramite un’innumerevole quantità di canali è penetrato nelle teste, le ha contagiate, plasmate, programmate, testate, confermate, censurate, e poi le ha messe sulla piacevole via del presente.
Questo è il motivo per cui la filosofia è per la maggior parte delle persone un affare delicato, che viene percepito come qualcosa di molto irritante: essa disturba gli ambienti in cui ci siamo sistemati e nei quali ce la caviamo mediocremente. L’Ateniese che per primo cominciò tutto questo, fu poi avvelenato.
(da Saper vivere)

2 comments:

  1. MARIA GRAZIA, 28. Maggio 2007, 10:06

    IN QUALI AZIENDE O ENTI IL CONSULENTE FILOSOFICO E’ GIA’ PRESENTE?

     
  2. Neri Pollastri, 29. Maggio 2007, 23:46

    Dipende da cosa intendiamo per “consulente filosofico” e per “presente”…

    Propriamente, un consulente filosofico è un professionista che intrattiene dialoghi su temi problematici proposti da chi lo contatta. In questo senso, difficilmente lavora come dipendente, ma è piuttosto un esterno che viene chiamato quando vi siano
    specifiche esigenze aziendali. Lavora come libero professionista.

    Forse è in prospettiva pensabile un suo impiego stabile all’interno delle strutture sanitarie (come mediatore/coordinatore delle equipe di operatori), ma
    chiamare quest’ambito “azienda” mi sembra una forzatura.

    In ogni caso, credo che oggi in Italia quasi nessun filosofo lavori in azienda come “consulente filosofico” inteso in questo senso più proprio. Più probabilmente, alcuni vi lavorano in modo parzialmente simile, spesso sotto altre denominazioni e perlopiù nel settore della formazione - dove perciò fanno ben poco il consulente… e comunque sempre come libero professionista della formazione.

    In conclusione, direi che quella del consulente filosofico va pensata in generale come un’attività imprenditoriale autonoma. E questo non solo perché difficilmente un’azienda può avere l’interesse per avere un tal professionista stabilmente in organico, ma anche perché lavorare continuativamente per una singola azienda potrebbe addirittura inibire le attitudini filosofiche del consulente stesso.

    Neri Pollastri

     

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