La sensazione di vanità della vita

Che la vita umana sia una specie di aberrazione risulta già abbastanza dalla semplice considerazione che l’uomo è un conglomerato di bisogni il cui soddisfacimento, per sé già molto difficile, non gli assicura altro che uno stato senza dolore in cui esso è preda della noia; la quale è appunto la prova migliore che l’esistenza in sé non ha alcun valore, essendo essa niente altro che la sensazione della vanità della stessa.

Arthur Schopenhauer, Parerga e paralipomena, in Morale e religione, §146, Mursia, Milano, 1981, p. 170

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