Dove cerchiamo il Niente?
Se il Niente, comunque ciò avvenga, dev’essere – esso stesso – interrogato, allora bisogna che sia prima dato. Noi dobbiamo poterlo incontrare.
Dove cerchiamo il Niente? Come lo troviamo? Per trovare qualcosa, non dobbiamo forse già sapere in generale che c’è?
Martin Heidegger, Che cos’è metafisica?, Adelphi, Milano, 2001, p. 45


Per incontrare il Niente bisogna però andare oltre l’Angoscia. Io trovo che ci siano molte forme di angoscia cronica nell’uomo contemporaneo, ormai del tutto normalizzate direi. L’angoscia assume così i suoi nomi, le sue sembianze psicopatologiche, le sue definizioni da manuale. E così si sopravvive con questa entità addomesticata, tenuta a bada con le consolazioni di turno. Ma non si accetta mai l’angoscia fino in fondo…solo l’idea sbiadita che qualcosa non va, che qualcosa ci minaccia etc.. Chi “incontra” e “interroga” il Niente deve avere certo sperimentato l’Angoscia, ma deve essere anche stato in grado di accettarla fino in fondo.
io invece, penso che il niente sia il tutto, o per meglio dire coincida.Poichè dal niente scaturisce la capacità di creare, da una mente vuota e libeara da preoccupazioni; per esempio quando un bambino non ha “NIENTE” da fare CREA,INVENTA, il SUO TUTTO.
- che c’è?
- niente…
- ma come niente?!
- non rompere
- va beh ora dimmi come faccio a rompere se non c’è niente
- c’è tutto
- anche me? tiemmi fuori insieme al niente….