Archivi del Marzo, 2007

Francesca Rigotti a Milano il 25 marzo

Francesca Rigotti parlerà, il 25 marzo, allo SpazioIdea di via Lanzone 36 a Milano, dalle 11 alle 13, di “Res cogitantes”. Il tema è uno sviluppo di quello già affrontato nel suo libro La filosofia delle piccole cose, pubblicato nel 2004, e ulteriormente articolato nel libro che ha appena terminato di scrivere, e che sarà […]

Angoscia

L’angoscia rivela il Niente.
Martin Heidegger, Che cos’è metafisica?, Adelphi, Milano, 2001, p.  50

Dove si interroga il Niente

Nello stato d’animo fondamentale dell’angoscia noi abbiamo raggiunto l’accadere dell’esserci nel quale il Niente è manifesto, e dal quale si deve partire per interrogarlo.
Martin Heidegger, Che cos’è metafisica?, Adelphi, Milano, 2001, p. 51

Quando l’angoscia se ne va

Che l’angoscia sveli il Niente, l’uomo stesso lo attesta non appena l’angoscia se n’è andata. Nella luminosità dello sguardo sorretto dal ricordo ancora fresco, dobbiamo dire: ciò di cui e per cui ci angosciavamo non era “propriamente” niente. In effetti il Niente stesso, in quanto tale, era presente.
Martin Heidegger, Che cos’è metafisica?, Adelphi, Milano, 2001, […]

L’angoscia ci porta dinanzi al Niente

Accade nell’esserci dell’uomo uno stato d’animo in grado di portarlo dinanzi al Niente stesso?
Questo accadere è possibile e, benché assai di rado, è pure reale, solo per degli attimi, nello stato d’animo fondamentale dell’angoscia.
Martin Heidegger, Che cos’è metafisica?, Adelphi, Milano, 2001, p.  49

Il velo

Il Niente come altro dall’ente è il velo dell’essere.
Martin Heidegger, Poscritto a “Che cos’è metafisica”? (1943), in Id., Che cos’è metafisica?, Adelphi, Milano, 2001, p. 85

Su monti separatissimi

Si conosce senz’altro qualcosa sul rapporto tra la filosofia e la poesia, ma non sappiamo niente del dialogo tra il poeta e il pensatore, che “abitano vicini su monti separatissimi”.
Martin Heidegger, Poscritto a “Che cos’è metafisica”? (1943), in Id., Che cos’è metafisica?, Adelphi, Milano, 2001, p. 85

Il pensatore e il poeta

[…] poiché il simile è simile solo in quanto è distinto, e il poetare e il pensare si somigliano nel modo più puro nella cura della parola, essi sono ad un tempo separati nella loro essenza dalla massima distanza. il pensatore dice l’essere. Il poeta nomina il sacro.
Martin Heidegger, Poscritto a “Che cos’è metafisica”? (1943), […]

Dove abita il timore

[…] vicino all’angoscia essenziale e allo sgomento dell’abisso abita il timore.
Martin Heidegger, Poscritto a “Che cos’è metafisica”? (1943), in Id., Che cos’è metafisica?, Adelphi, Milano, 2001, p. 78

Angoscia e meraviglia

La disponibilità all’angoscia è il sì all’insistenza nel soddisfare il richiamo sommo in cui soltanto l’essenza dell’uomo è colpita. Unico fra tutti gli enti, l’uomo, chiamato dalla voce dell’essere, esperisce la meraviglia di tutte le meraviglie: che l’ente è.
Martin Heidegger, Poscritto a “Che cos’è metafisica”? (1943), in Id., Che cos’è metafisica?, Adelphi, Milano, 2001, p. […]

Angoscia ed essere

Un’esperienza dell’essere come esperienza dell’altro rispetto a ogni ente ce la dona l’angoscia, posto che noi, per “paura ” dell’angoscia, cioè nella mera ansietà della paura, non ci sottraiamo alla voce silenziosa che ci prende nello sgomento dell’abisso.
Martin Heidegger, Poscritto a “Che cos’è metafisica”? (1943), in Id., Che cos’è metafisica?, Adelphi, Milano, 2001, p. 77

La risposta essenziale

La risposta essenziale trae la sua forza portante dall’insistenza del domandare. La risposta essenziale è soltanto l’inizio di una responsabilità, nella quale il domandare si risveglia in modo più originario. Per questo, inoltre, la domanda genuina non viene eliminata dalla risposta che si è trovata.
Martin Heidegger, Poscritto a “Che cos’è metafisica”? (1943), in Id., Che […]

Niente e metafisica

Se è vero che la domanda dell’essere come tale è la domanda che avvolge la metafisica, allora anche la domanda del Niente è tale da abbracciare l’intera metafisica. Ma la domanda del Niente pervade l’intera metafisica perché ci costringe a porci dinanzi al problema dell’origine della negazione, cioè, in fondo, dinanzi alla decisione sulla legittimità […]

Noia, nebbia silenziosa

La noia profonda, che va e viene nelle profondità dell’esserci come una nebbia silenziosa, accomuna tutte le cose, tutti gli uomini, e con loro noi stessi, in una strana indifferenza. Questa noia rivela l’ente nella sua totalità.
Martin Heidegger, Che cos’è metafisica?, Adelphi, Milano, 2001, p. 48

In mezzo all’ente

Se è certo che non cogliamo mai in modo assoluto la totalità dell’ente in sé, non meno certo è però che noi ci troviamo posti in mezzo all’ente che in qualche modo è svelato nella sua totalità. In fondo c’è un’essenziale differenza tra il cogliere la totalità dell’ente in sé e il sentirsi in mezzo […]

Negazione

Il Niente è la negazione completa della totalità dell’ente. Questa caratterizzazione del Niente non punta in fondo l’indice nella direzione da cui solamente esso può venirci incontro?
Martin Heidegger, Che cos’è metafisica?, Adelphi, Milano, 2001, p. 46

Dove cerchiamo il Niente?

Se il Niente, comunque ciò avvenga, dev’essere - esso stesso - interrogato, allora bisogna che sia prima dato. Noi dobbiamo poterlo incontrare.
Dove cerchiamo il Niente? Come lo troviamo? Per trovare qualcosa, non dobbiamo forse già sapere in generale che c’è?
Martin Heidegger, Che cos’è metafisica?, Adelphi, Milano, 2001, p. 45

Che ne è del Niente?

Riflettendo sulla nostra attuale esistenza - quale è determinata dalla scienza - noi ci troviamo nel mezzo di un conflitto attraverso il quale si è già sviluppato un domandare. La domanda esige soltanto di essere formulata nei suoi termini propri: Che ne è del Niente?
Martin Heidegger, Che cos’è metafisica?, Adelphi, Milano, 2001, p. 42

La sensazione di vanità della vita

Che la vita umana sia una specie di aberrazione risulta già abbastanza dalla semplice considerazione che l’uomo è un conglomerato di bisogni il cui soddisfacimento, per sé già molto difficile, non gli assicura altro che uno stato senza dolore in cui esso è preda della noia; la quale è appunto la prova migliore che l’esistenza […]