Nulla di nuovo per il sapiente

Quale aspetto o nelle aspirazioni umane o nella durata così breve della vita potrebbe sembrare grande al sapiente, la cui anima è sempre così vigile che nulla può accadergli di improvviso, nulla di imprevisto, nulla insomma di nuovo? E l’acutezza del suo sguardo penetra così profondamente in ogni direzione, che egli trova sempre un luogo adatto a sé in cui vivere senza affanno e angoscia, cosicché, qualunque sorte la fortuna gli riservi, egli la accoglie e vi si adatta con serenità.
Cicerone, Tuscolane, IV, 37-38, trad. di Lucia Zuccoli Clerici, BUR Rizzoli, 1996, p. 391.

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