Sacro e invulnerabile
Nulla c’è in natura di tanto sacro, che non trovi un sacrilego; ma non per questo le cose divine stanno meno in alto, se si presentano persone che, sebbene non possano toccarla, muovono le mani verso una grandezza posta molto al di là di loro; invulnerabile è non ciò che non viene ferito, ma ciò che non viene danneggiato. In base a queste caratteristiche ti mostrerò il saggio.
Seneca, Della costanza del saggio, 3,3, in Id. Dialoghi, vol. 1, a cura di Giovanni Viansino, Mondadori, 1988


Non per niente si può essere torturati e, infine, assassinati, senza che l’anima ne venga scalfita. Anzi, chi pone i propri valori e ideali ben al di sopra della propria incolumità e salute e sopravvivenza fisica, propriamente ed eticamente parlando non muore. Mentre muore chi svende se stesso in cambio di una vita miserabile di schiavo o cortigiano del potente di turno, anche se in apparenza se la gode.
Se questo è vero, ci sono in circolazione più morti che vivi.