Essere in balia
La malattia riduce più o meno all’impotenza: essa non consiste solo nel deterioramento della forma, ma in un essere in balia. Essere in balia equivale ad un dover dipendere, e quindi a trovarsi alla mercé degli altri sia che essi decidano per il ludibio sia che decidano per la pietà. D’altra parte, non è detto che la pietà doni sempre sollievo. Si danno casi in cui la pietà può risultare più dolorosa di ogni ludibrio. Ci sono dunque motivi plausibili perché il dolore resti nascosto e, in questo senso, si può parlare di pudore nel dolore.
Salvatore Natoli, L’esperienza del dolore, Feltrinelli UE, Milano, 2002, p. 147

