Naufragio
Alla fine c’è il naufragio. Lo dimostra l’orientazione nel mondo che inesorabilmente si attiene ai fatti. C’è di più: il naufragio è come in agguato alla fine di tutto quello che, in generale, viene effettuato e raggiunto con il pensiero. […] Quel che si sa, portato ai suoi limiti, si viene a trovare di fronte ad antinomie che rendono vano ogni tentativo di pensare senza contraddizioni. Al di là dei limiti del sapere, viene a galla e s’impone, sempre più invadente, la verità irrazionale. Naufra, per l’orientazione del mondo, il mondo stesso in quanto esserci, per la ragione che non può essere compreso per se stesso e in base a se stesso.
Karl Jaspers, La mia filosofia, Einaudi, Torino, p. 252

