Dolore
C’è un Vuoto — nel Dolore –
E non esiste memoria
Di quando sia cominciato — o se mai
Ci sia stato un giorno — senza –
Oltre a se stesso — non ha Futuro –
Nel suo Infinito è racchiuso
Il suo Passato — conscio e soltanto
Di nuovo Ere — di Dolore.
Emily Dickinson, Sillabe di seta, a cura di Barbara Lanati, Feltrinelli, Milano, 2004, p. 125


Dunque, secondo la Dickinson, non si sa quando sia cominciato il dolore, e potrebbe darsi che anche nella valle dell’Eden prima della caduta, fosse già operante, magari in forme addomesticate e, per così dire, “indolori”. Quel che è certo è che, dopo il famoso morso alla famosa mela proibita, vivere e patire fu tutt’uno. E’ davvero bastato poco a Domeniddio per infierire su quelle che erano pur sue creature! Da quel giorno in poi non è passato giorno che non portasse la sua pena (come attesta anche l’Evangelo); tanto che alcuni eretici si sono chiesti come è possibile concepire un altro inferno oltre a quello terrestre, e hanno rifiutato, con l’idea di una punizione eterna per peccati tutto sommato dovuti a congenite debolezze umane, anche l’idea di un Dio giusto e misericordioso. Già, ma dopo aver rifiutato un Dio creatore così ingiusto e poco misericordioso, a chi rivolgeremo le nostre preghiere per essere salvati dal dolore terrestre e, se per caso ci fosse scappata un’imprecazione contro il Santissimo, anche da quello eterno?
Non si pretenderà che ci rivolgiamo al Nemico per antonomasia, al Pape Satan pape Satan aleppe! Lascio la questione in sospeso, sperando di non aggravare la mia posizione già gravemente compromessa.