Nessuno s’avvicini

A un cuore in pezzi
Nessuno s’avvicini
Senza l’alto privilegio
Di avere sofferto altrettanto

Emily Dickinson, Sillabe di seta, a cura di Barbara Lanati, Feltrinelli, Milano, 2004, p. 183

1 comment:

  1. Fulvio Sguerso, 14. luglio 2011, 0:02

    La sofferenza interiore è un “alto privilegio”?
    Certo per un’anima poetica il dolore è anche fonte di poesia e di domande fondamentali sulla fragilità dell’esistenza umana, sul senso della vita e sul destino.
    Quanto più un’anima è profonda e sensibile, tanto più soffre delle sofferenze altrui.
    Ed è questa la misura del suo valore e della sua nobiltà. Eppure non c’è niente che l’attuale cultura aborrisca più del dolore. Se fosse possibile, lo si vorrebbe abolire del tutto. Ma una vita senza dolore sarebbe anche una vita felice? E può crescere un’anima senza passare attraverso la fatica e il dolore interiore? Ma il dolore, se è troppo acuto, uccide. Quanti “cuori infranti” non hanno retto al dolore e si sono dati la morte? E chi potrà mai consolare chi ha perso ogni speranza? La fede può fare miracoli, è vero, ma solo per chi crede (si è mai visto un miracolato non credente?).
    Ma qui forse mi sbaglio. Almeno lo spero.

     

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