Intemperanza
Si potrebbe sollevare il problema di come un uomo che giudica rettamente possa agire da intemperante. Alcuni affermano, dunque, che colui che possiede la scienza non è tale, poiché sarebbe strano, come riteneva Socrate, che, essendo presente la scienza, qualcos’altro lacomandasse e la trascinasse qua e là, come una schiava. Socrate infatti combatteva a fondo questa concezione, ritenendo che l’intemperanza non esistesse; nessuno, secondo lui, agisce contro ciò che è la cosa migliore esercitando il suo giudizio, bensì per ignoranza.
Aristotele, Etica nicomachea, VII, 3, 1145b, in Id., Etiche, a cura di Lucia Caiani, UTET, Torino, 1996, p. 369

