Passioni e virtù

[…] è possibile anche avere paura, essere coraggiosi, desiderare, adirarsi, avere pietà e, in generale, provare delle sensazioni di piacere e di dolore più e meno [del dovuto], ma né l’una né l’altra cosa vanno bene: il provarle nel momento e nelle circostanze in cui si deve, verso la persona riguardo alla quale si deve, per la causa e nel modo in cui si deve costituiscono sia la via di mezzo che la cosa migliore; e questo è proprio della virtù.

Aristotele, Etica nicomachea, II, 5, 1106b, in Id., Etiche, a cura di Lucia Caiani, UTET, Torino, 1996, p. 231

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