Piaceri degni di scelta
[il motivo per cui i piaceri del corpo appaiono più degni di scelta di altri è] prima di tutto, dunque, perché [il piacere] scacciano il dolore, ed è a causa degli eccessi del dolore che gli uomini perseguono, quasi fosse un rimedio, il piacere eccessivo e, in generale, quello del corpo. Queste “cure” diventano dunque intense e proprio per questo gli uomini le ricercano, per il fatto che hanno tutta l’apparenza di essere il contrario del contrario. È dunque opinione diffusa che il piacere non sia una cosa buona per questi due motivi, come è stato detto: sia perché alcuni piaceri sono azioni proprie di una natura cattiva (o per nascita, come nel caso di una bestia, o per abitudine, come [i piaceri] degli uomini viziosi) sia perché altri sono curativi di ciò che manca, ed è meglio trovarsi nello stato naturale che pervenirvi; ma questi piaceri si hanno quando gli uomini sono in via di reintegrare lo stato di perfezione: dunque sono buoni per accidente.
Aristotele, Etica nicomachea, VII, 15, 1154a, in Id., Etiche, a cura di Lucia Caiani, UTET, Torino, 1996, p. 401

