Archivi del Agosto, 2006

Qui non c’è posto per la fortuna

Questa casa del saggio, stretta, senza abbellimenti, senza schiamazzo, senza suppellettili raffinate, non è custodita da portinai, che ripartiscono la folla con schizzinosità che può essere comprata, ma per questa soglia aperta e libera da portinai, la fortuna non passa. Sa che là non c’è posto per lei, dove non c’è niente di suo.Seneca, Della […]

Nessuna ingiuria nuoce al saggio

E’ forse dubbio che più sicura forza è quella che non viene vinta, che non quella che non viene provocata, dato che dubbie sono le forze che non hanno fatto esperienza di sé, mentre, a ragione, sicurissima è considerata quella fermezza, che tutti gli attacchi respinge? così dunque tu sappi, che saggio di migliore natura […]

Sacro e invulnerabile

Nulla c’è in natura di tanto sacro, che non trovi un sacrilego; ma non per questo le cose divine stanno meno in alto, se si presentano persone che, sebbene non possano toccarla, muovono le mani verso una grandezza posta molto al di là di loro; invulnerabile è non ciò che non viene ferito, ma ciò […]

Il saggio

… al sicuro se ne sta il saggio e non è possibile sia toccato dall’ingiuria o dalla contumelia.Seneca, Della costanza del saggio, 2,3, in Id. Dialoghi, vol. 1, a cura di Giovanni Viansino, Mondadori, 1988

Odiare senza uccidere

A nessuno di loro era venuta in mente l’idea, in realtà non così assurda, che odiare senza uccidere sarebbe stato comunque preferibile a uccidere senza odiare. A nessuno di loro poteva venire in mente. A nessuno di loro doveva poter venire in mente. Più remoto è il nemico, tanto più difficoltoso e improbabile sarà l’insorgere […]

Chi non odia

… chi non odia l’infame, non solo dà prova di viltà, ma si rende anche sospetto di essere complice dell’infame.Günther Anders, L’odio è antiquato, Bollati Boringhieri, torino, 2006, p. 9.

Ascoltare la narrazione dell’altro

Da buon filosofo, il consulente si limiterà semplicemente ad ascoltare la narrazione dell’altro, a domandare per capire e far capire, a intervenire per gettar luce, a favorire il completamento del racconto, a cercare di renderlo coerente. Da vero filosofo, dovrà dialogare con l’altro in primo luogo con l’intenzine di imparare, non già con quello di […]

Diagnosi e comprensione

In un contesto clinico i terapeuti fanno seguire alla loro diagnosi il trattamento appropriato, mentre nell’approccio di Achenbach i partner del dialogo cercano entrambi di comprendere le possibili ragioni o la natura del problema. Laddove è oscuro, il pensiero può essere chiarito. L’adeguatezza di una soluzione e le conseguenze di scelte particolari possono essere valutate. […]

Pratica e speranza

La pratica filosofica, attraverso la sua indagine aperta mentalmente e aperta nelle conclusioni sulle domande e i problemi della gente, offre prima di tutto e soprattutto speranza. Invece di limitare le possibili soluzioni alle poche opzioni fornite da alcune conoscenze (per esempio quelle freudiane, junghiane, platoniche o l’opzione del Prozac), la pratica filosofica offre la […]

L’orizzonte della filosofia

[…] l’agire filosofico […] tende a mettere in discussione gran parte delle conoscenze consolidate, non agisce finalisticamente e non mira a “risolvere” i problemi, bensì ad allargarne a dismisura il numero. Confondere quindi, anche terminologicamente, l’orizzonte della filosofia con quello della terapia e finanche con quello dell’aiuto, può avere conseguenze piuttosto spiacevoli: può far scivolare […]

Consulenza è filosofia

[…] un lavoro di consulenza condotto secondo genuini principi filosofici su “problemi” qualsivoglia, di cui siano portatori donne e uomini nella loro esistenza, non può basarsi che sul principio socratico del non sapere, il quale conferisce alla filosofia il carattere di libera ricerca. Far perno su di esso significa assumere la filosofia non già come […]

Ciò che deve interessarci è il dialogo

Ciò che riguarda i consulenti filosofici e i loro consultanti non è se il pensiero di Platone sia giusto o sbagliato; né si tratta di convincere il consultante del “bisogno” di essere sano, di amare, di essere buono e giusto, o di convincerlo che una persona deve avere un’anima indistruttibile. Ciò che deve interessarli è […]

Purezza, frugalità, modestia

La purezza è l’abito a procurarsi una forma di vita pura, sceva da turitudini; la frugalità è l’abito a fare a meno delle cose superflue… La modestia è abito alieno dal superfluo, e che sa accogliere quanto necessita a una vita sana e felice secondo ragione.
Clemente Alessandrino, Paedagogica, III, 11, 55, 2, in Stoici antici, […]

Sul raggiungimento dello scopo

Dico queste cose non riferendomi alle virtù, ma alle arti intermedie e a tutte quelle altre cose che sono necessarie per la cura del corpo e che trattano di questa e delle realtà estrinseche. Infatti quando si tratta di cose belle, buone, perfette, la fatica spesa anche senza raggiungere in un secondo tempo il fine […]

L’anima non subisce

È degno di meraviglia anche ciò che dicono alcuni degli Stoici, che l’anima non subisce alcuna disposizione per opera del corpo, né al vizio per via di malattia, né alla virtù per via di buona salute; cose che, essi dicono, sono entrambe indifferenti.
Clemente Alessandrino, Stromata, IV, 5, 19, I, in Stoici antici, a cura di […]

La condizione umana

Se il mio Brigantino affonda
Affonda alla volta di un altro mare –
È sull’immortalità che poggia
La Condizione Umana –
Emily Dickinson, Sillabe di seta, a cura di Barbara Lanati, Feltrinelli, Milano, 2004, p. 165

Nessuno s’avvicini

A un cuore in pezzi
Nessuno s’avvicini
Senza l’alto privilegio
Di avere sofferto altrettanto
Emily Dickinson, Sillabe di seta, a cura di Barbara Lanati, Feltrinelli, Milano, 2004, p. 183

La salute è un bene?

Nei libri Contro Platone (della giustizia), condannando questi perché ha ritenuto la salute un bene, dice [Crisippo]: “non solo la giustizia, ma anche la magnanimità dovremo sopprimere, e la temperanza e tutte le altre virtù, se ammettiamo che sia un bene qualcosa che in realtà non lo è, come il piacere o la salute o […]

Destino e libertà

Essi (Zenone e Crisippo) sostenevano la teoria secondo cui tutto avviene per fato con questo paragone: quando a un carro si attacchi un cane, se segue volontariamente, segue pur essendo trascinato, e compie, insieme con l’adeguarsi alla necessità, anche un atto di libertà; se invece si rifiuta di seguire, è semplicemente trascinato. Lo stesso si […]

Il piacere è…

Archedemo diceva che il piacere è come i peli sotto le ascelle: secondo natura, ma privo di valore.
Sesto Empirico, Adv. eth, 73, in Stoici antici, acura di Margherita Isnardi Parente, UTET, Torino, 1989, vol I, p. 675

Piaceri degni di scelta

[il motivo per cui i piaceri del corpo appaiono più degni di scelta di altri è] prima di tutto, dunque, perché [il piacere] scacciano il dolore, ed è a causa degli eccessi del dolore che gli uomini perseguono, quasi fosse un rimedio, il piacere eccessivo e, in generale, quello del corpo. Queste “cure” diventano dunque […]

Dolore

C’è un Vuoto — nel Dolore –
E non esiste memoria
Di quando sia cominciato — o se mai
Ci sia stato un giorno — senza –
Oltre a se stesso — non ha Futuro –
Nel suo Infinito è racchiuso
Il suo Passato — conscio e soltanto
Di nuovo Ere — di Dolore.
Emily Dickinson, Sillabe di seta, a cura di Barbara […]

Non ci sono vite perfette

Fatta eccezione per quelle più piccole
Non ci sono vite perfette –
Queste — in un attimo si fanno sfera
Si manifestano ed è la fine –
Quelle — più grandi — crescono poco per volta
E pendono dal ramo più a lungo –
Sono interminabili
Le Estati delle Esperidi.
- Emily Dickinson, Sillabe di seta, a cura di Barbara Lanati, Feltrinelli, Milano, […]

Come troverò pace

Conoscessi l’Arte –
Di bandire — Me da Me Stessa
Non ci sarebbe Cuore capace
Di espugnare la mia Fortezza –
Ma dal momento che ad assaltare Me Stessa –
Sono Io, come troverò pace
Se non sottomettendo
La Coscienza?
E dal momento che siamo Monarca
L’una dell’altra — che altro fare
Se non Abdicare –
Me — da Me Stessa?
- Emily Dickinson, Sillabe di seta, […]

L’uomo magnanimo

L’uomo magnanimo, dato che è degno delle cose più grandi, sarà il migliore, poiché chi è migliore è sempre degno di una cosa maggiore, e il migliore lo è delle cose più grandi. Pertanto colui che è veramente magnanimo bisogna che sia buono.
Aristotele, Etica nicomachea, IV, 7, 1123b, in Id., Etiche, a cura di Lucia […]

La virtù è senza dolore

Le azioni secondo virtù sono belle e hanno per scopo il bene. L’uomo generoso, dunque, donerà in vista del bello e lo farà in modo corretto, poiché donerà a quelli ai quali si deve, quanto e quando si deve e [farà ] tutto ciò che si accompagna all’atto di donare in modo […]

Passioni e virtù

[…] è possibile anche avere paura, essere coraggiosi, desiderare, adirarsi, avere pietà e, in generale, provare delle sensazioni di piacere e di dolore più e meno [del dovuto], ma né l’una né l’altra cosa vanno bene: il provarle nel momento e nelle circostanze in cui si deve, verso la persona riguardo alla quale si deve, […]

Da cosa deriva la virtù

È bello dunque conoscere ciascuna delle singole cose belle, tuttavia riguardo alla virtù è di grandissimo valore non il sapere che cosa essa sia, ma conoscere da quali cose essa derivi. Infatti vogliamo non sapere che cosa sia il coraggio, ma essere coraggiosi, e neppure sapere che cosa sia la giustizia, ma essere giusti, come […]

L’intermedio

La virtù concerne sia affezioni che azioni nelle quali l’eccesso è sbagliato e il difesso biasimato, mentre la via di mezzo viene lodata ed ha una buona riuscita: caratteristiche che, entrambe, sono proprie della virtù. Essa pertanto è una sorta di via di mezzo, dato che ha di mira appunto ciò che è intermedio.
Aristotele, Etica […]

Intemperanza

Si potrebbe sollevare il problema di come un uomo che giudica rettamente possa agire da intemperante. Alcuni affermano, dunque, che colui che possiede la scienza non è tale, poiché sarebbe strano, come riteneva Socrate, che, essendo presente la scienza, qualcos’altro lacomandasse e la trascinasse qua e là, come una schiava. Socrate infatti combatteva a fondo […]

Motivi del vivere

E il filosofo? Lui è affascinato, non tanto dalle singole storie (che comunque non “stanno in piedi” come storie se non hanno un minimo di interna “necessità”, come non convince una biografia incapace di portare alla luce le “ragioni” di una vita), ma dal fatto che essenziale che sta alla base di ogni vita personale: […]

Beato l’uomo che ha trovato sapienza

Yeroham figlio di Yosef cominciò a citare: Beato l’uomo che ha trovato sapienza e l’uomo che ha raggiunto la cognizione (Prov. 3.13). Guarda e t’accorgerai che ovunqe la Scrittura ricorda la sapienza, le pone accanto l’intelligenza e la cognizione, così che tu ti convinca che sapienza e intelligenza sono pari e mai si trovano […]

Testimoni

Gli uomini che amano la sapienza devono essere testimoni diretti di molte cose
Eraclito, frammento 78 in Id., Frammenti, a cura di Angelo Tonelli, Feltrinelli, Milano, 2005 (II ed.), p. 140

Pannolini e filosofia

E se fosse invece possibile meditare sulla filosofia cullando il neonato e cambiandogli i pannolini? O perfino, mirabile auditu, far filosofia perchè si cambiano i pannolini al bambino? Come mai un’attività così particolare e così odorosa dovrebbe suscitare riflessioni intorno al vero, al bello e al buono? Perché la coscienza morale e il giudizio […]

Sapienza

Una sola cosa è la sapienza: conoscere l’intendimento che governa tutte le cose attraverso tutte le cose
Eraclito, frammento 35 in Id., Frammenti, a cura di Angelo Tonelli, Feltrinelli, Milano, 2005 (II ed.), p. 86

Amore e morte

Quando novellamente
Nasce nel cor profondo
Un amoroso affetto,
Languido e stanco insiem con esso in petto
Un desiderio di morir si sente:
Come, non so: ma tale
D’amor vero e possente è il primo effetto.
Forse gli occhi spaura
Allor questo deserte: a se la terra
Forse il mortale inabitabil fatta
Vede ormai senza quella
Nova, sola, infinita
felicità che il suo pensier figura:
Ma per […]

Naufragio

Alla fine c’è il naufragio. Lo dimostra l’orientazione nel mondo che inesorabilmente si attiene ai fatti. C’è di più: il naufragio è come in agguato alla fine di tutto quello che, in generale, viene effettuato e raggiunto con il pensiero. […] Quel che si sa, portato ai suoi limiti, si viene a trovare di fronte […]

Se la vita è sventura

Nasce l’uomo a fatica,
Ed è rischio di morte il nascimento.
Prova pena e tormento
Per prima cosa; e in sul principio stesso
La madre e il genitore
Il prende a consolar dell’esser nato.
Poi che crescendo viene,
L’uno e l’altro il sostiene, e via pur sempre
Con atti e con parole
Studiasi fargli core,
E consolarlo dell’umano stato:
Altro ufficio più grato
Non si fa da […]

Agire cose vere

Conoscere l’immediatezza è eccellenza suprema, e sapienza è dire e agire cose vere, intendendo secondo l’origine
Eraclito, frammento 76 in Id., Frammenti, a cura di Angelo Tonelli, Feltrinelli, Milano, 2005 (II ed.), p. 138

Vive tristezza e regna

Altri, quasi a fuggir volto la trista
Umana sorte, in cangiar terre e climi
L’età spendendo, e mari e poggi errando,
Tutto l’orbe trascorre, ogni confine
Degli spazi che all’uom negl’infiniti
Campi del tutto la natura aperse,
Peregrinando aggiunge. Ahi ahi, s’asside
Su l’alte prue la negra cura, e sotto
Ogni clima, ogni ciel, si chiama indarno
felicità , vive tristezza e regna.
Giacomo […]

L’uomo d’oggi

Le età future riservano nuovi e forse inimmaginabili passi avanti in questo campo che appartiene alla civiltà, e accresceranno ancora la somiglianza dell’uomo con Dio. Pure, nell’interesse della nostra indagine, non dimentichiamo che l’uomo d’oggi, nella sua somiglianza con Dio, non si sente felice.
Sigmund Freud, Il disagio della civiltà .

Pudore

Il pudore consente all’uomo di giocare la sua partita col dolore senza andare allo sbando, senza cader preda della propria paura o del timore della rivincita dei nemici. La sobrietà del gesto che nasconde testimonia ancora della capacità di non concedersi facilmente alla propria fine.
Salvatore Natoli, L’esperienza del dolore, Feltrinelli UE, Milano, 2002, […]

Essere in balia

La malattia riduce più o meno all’impotenza: essa non consiste solo nel deterioramento della forma, ma in un essere in balia. Essere in balia equivale ad un dover dipendere, e quindi a trovarsi alla mercé degli altri sia che essi decidano per il ludibio sia che decidano per la pietà. D’altra parte, non è detto […]